Prezzo Utile Relativo – Guida

Sono stati realizzati dei modelli per stimare se il rapporto p/e di un’azione è ragionevole. Il metodo del p/e relativo analizza i rapporti del p/e di un’azione rispetto al p/e del mercato in toto o di un settore.
Sono stati realizzati dei modelli per stimare se il rapporto p/e di un’azione è ragionevole. Il metodo del p/e relativo analizza i rapporti del p/e di un’azione rispetto al p/e del mercato in toto o di un settore.

Il rapporto prezzo/utile relativo è determinato dividendo il rapporto p/e di una società per quello del mercato. Basandosi su una crescita relativa e sulle aspettative di rischio, le società vengono quotate a multipli maggiori o minori rispetto a quelli di un multiplo di mercato.
Ci si aspetterebbe che una società con prospettive migliori del mercato, o con un rischio inferiore, o entrambi, abbia un rapporto p/e più alto rispetto al mercato. Paragonare una società al settore di appartenenza è un’utile tecnica per evidenziare i possibili candidati all’interno di un settore specifico.

I cambiamenti dei livelli relativi del rapporto prezzo/utile potrebbero segnalare che il mercato, per qualsiasi ragione, sta cambiando le sue aspettative sul potenziale futuro di una società, o non considera con attenzione e sottovaluta un’azione. Potrebbe anche mettere in luce il fatto che un cambiamento a breve termine si è già presentato o sta per compiersi.

Tuttavia il modello di valutazione del p/e relativo parte dal presupposto che il profilo della crescita a lungo termine e del rischio della società non sia cambiato nel corso del tempo. Una valutazione attenta del rapporto p/e relativo di ogni azienda deve essere fatta prima di investire, per determinare se rappresenta un rapporto ragionevole rispetto a un mercato che avanza.

Un p/e relativo superiore a 1,0 indicherebbe che il rapporto p/e di un’azienda è sopra al p/e del mercato, mentre un rapporto inferiore a 1,00 che il p/e di un’azienda tende ad essere inferiore rispetto a quello del mercato. I cambiamenti nei p/e relativi rispetto ai livelli medi potrebbero indicare una sottovalutazione.

Un altro modo di usare il rapporto p/e è di paragonarlo con il rapporto p/e del settore, o con il rapporto riguardante tutto il mercato. Il valore corretto di mercato può cambiare se si registrano delle variazioni delle condizioni e dei fattori economici.
Per esempio il mercato può sostenere un p/e superiore in condizioni di basso tasso d’interesse rispetto a una condizione di alti tassi d’interesse. Il p/e relativo viene determinato dividendo il rapporto prezzo/utile dell’azienda per quello del mercato. Basandosi su aspettative relative di crescita e rischio, le aziende sono quotate a multipli di mercato più grandi o più piccoli di quelli di mercato.
Ci si aspetterebbe che un’azienda con potenzialità migliori del mercato o con un tasso inferiore di rischio abbia un p/e più alto del mercato. Paragonare un’azienda con il suo settore è una tecnica altrettanto utile, che ha il pregio di isolare i candidati interessanti all’interno di un settore specifico.

Un prezzo/utile relativo sopra a 1.00 indicherebbe che il rapporto prezzo/utile di una società è sopra il rapporto del mercato, mentre se fosse sotto a 1.00 indicherebbe che i p/e di un’azienda tendono ad essere inferiori del mercato. Facendo una media dei p/e relativi in un arco di tempo, potrete stimare il p/e relativo che un’azione tende ad avere.

Una valutazione del prezzo dell’azione può essere determinata moltiplicando questo rapporto prezzo utile rettificato per il dato relativo all’utile per azione. Il rapporto tra questa valutazione e il prezzo attuale fornisce un parametro di selezione utile.

Questo filtro è più rigoroso di quello basato sul p/e medio e crea una selezione più prudenziale.

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